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Salute al naturale

 
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Salute al naturale
dedicata a una visione naturale della salute e del benessere:

Alla ricerca del sonno perduto

L'umore depresso fa venire l'infarto

Gravità e ossitocina

Veleni sulla pelle

No alle buste di plastica!

Il cioccolato, cibo per gli dei, veleno per noi?

La pubblicità di yogurt, probiotici, bibite, cioccolato usa le parole della medicina, è lecito?

Alcuni tumori se ne vanno da soli

Il Cioccolato è la vendetta di Montezuma?

La natura non predispone le malattie...

Luce, Ossigeno, Iperico

Only one earth. Don't waste it

 

 

1 marzo 2011
Alla ricerca del sonno perduto

Scritto da Gabriella Zevi

Nel XVI secolo, anticipando le leggi della fisica delle particelle, Michel De Montaigne aveva scritto: posso cominciare da quello che mi pare, tanto gli argomenti sono tutti legati.
Io comincio dall’insonnia e vediamo dove mi porta.

Un italiano su tre non dorme, scrive il quotidiano La Repubblica il 16 febbraio 2011. Le conseguenze meno gravi sono ansia, depressione, stanchezza, per arrivare a danni al sistema cardiovascolare, aumento della pressione, alterazioni del metabolismo che fanno ingrassare, propensione al diabete e poi a ulteriori conseguenze delle conseguenze. I consigli dell’esperto sono: non fare tardi, non guardare la tv, evitare cene pesanti, alcolici; no alle fonti luminose e ai rumori. Quasi uno stile di vita preindustriale.
....continua

Gli altri articoli che ha scritto >
I libri che ha scritto Gabriella Zevi >

 



12 maggio 2010
L'umore depresso fa venire l'infarto

Scritto da Dr Francesco Perugini Billi

La medicina pratica, i dietologi che affollano la TV e le istituzioni preposte alla salute del Paese ancora ripetono in coro il solito mantra sul colesterolo quale causa sicura dell’infarto. Nel frattempo, la ricerca scientifica ha preso altre strade e si scopre sempre di più la causa non è una sola, ma parecchie. Una di quelle messe in maggiore evidenza dai recenti studi è la causa infiammatoria-ossidativa. Tutto ciò che danneggia le nostre arterie può aumentare il rischio cardiovascolare, sia che si tratti del fumo di sigaretta, dell’inquinamento delle città, del cloro nell’acqua, della carenza di certi nutrienti o dello stress. Alla fine, si ci si rende sempre più conto che il colesterolo centra poco, se non nulla. Ma continuare a sostenere questa tesi è funzionale alla vendita delle statine.
 
Negli ultimi anni si è anche studiato di più il legame tra umore e salute del cuore, cosa per altro era ben nota ai nostri antichi…, ma noi, come si sa, abbiamo bisogno di certezze scientifiche! Secondo uno studio della Columbia University una visione positiva della vita e un atteggiamento felice può drammaticamente ridurre il rischio cardiovascolare. I depressi sarebbero due volte più colpiti dall’infarto (European Heart Journal, 2010; published February 17, 2010 online).
Oltre alla tristezza, anche l’isolamento sociale può causare l’infarto, così come è stato dimostrato già anni fa da due studi, uno americano e uno finlandese (Am J Epidemiol, 1979; 109: 186-204; Am J Epidemiol, 1988; 128: 370-80). Queste condizioni aumentano di due o tre volte il rischio cardiovascolare e sono totalmente indipendenti dai valori di colesterolo e della pressione sanguigna.
L’umore depresso può anche influire sulla sopravvivenza dei pazienti infartuati e si è dimostrato un fattore assolutamente indipendente dalla gravità del paziente (JAMA, 1993; 270: 1819-25; Circulation, 1995; 91: 999-1005). Inoltre, si è visto che la serotonina, “l’ormone della felicità”, non solo gioca un ruolo fondamentale nello sviluppo della depressione, ma anche nella formazione dei trombi (Pharmocol 1991; 17(suppl5): S6-S12). Infine, tornando al tormentone colesterofobico, alcuni studi mostrano che il regime di “riduzione del colesterolo a tutti costi” prescritto ai pazienti infartuati non fa che peggiorare la situazione. Gli uomini con bassi livelli di colesterolemia sono tre volte più inclini al suicidio (BMJ, 1996; 313: 664).

Dr Francesco Perugini Billi
www.dottorperuginibilli.it



v

29 aprile 2010
Gravità e ossitocina

Scritto da
Gabriella Zevi

è domenica mattina, la città è silenziosa. Preparo il bagno con una bustina di schiuma e, per non seccare la pelle, mezzo bicchiere di olio di girasole, all’indiana. Ho appena preso una decisione importante. Mi sembra una scelta giusta e mi sento leggera, mi sento già in volo. Penso: quando la scelta è giusta l’energia ti sostiene, come fosse la mano di un gigante buono come quello della favola di Oscar Wilde.
. ....continua

Gli altri articoli che ha scritto >
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v

25 novembre 2009
Veleni sulla pelle

Scritto da Dr Francesco Perugini Billi

Mentre il resto della popolazione gli inquinanti chimici li assorbe con l’aria, l’acqua e l’alimentazione, spesso inconsapevolmente,  le donne invece se li mettono addosso con un certo compiacimento. Almeno questo è quello che è emerso da uno studio sulle donne inglesi, che potrebbe comunque essere tranquillamente esteso anche alle altre donne occidentali, italiane comprese.

Tra detergenti, fondotinta, creme, deodorati e belletti vari le donne inglesi si spalmano sul corpo circa 515 sostanze chimiche al giorno.

In generale, le creme commerciali contengono 30 diverse sostanze chimiche e i profumi ne contengono fino a 400. Inoltre, molte di queste sostanze sono sospettate di essere cancerogene.
Nello studio inglese è emerso che il 70% delle donne non erano per nulla interessate a sapere cosa c’era dentro i prodotti che stavano usando, mentre solo il 10 % acquistava cosmetici totalmente naturali.
E’ stato calcolato che ogni anno attraverso la pelle un essere umano assorbe circa due chili di sostanze tossiche in seguito all’uso di cosmetici e prodotti per l’igiene del corpo.

Fonte:
www.fashiontakesaction.com
www.reuters.com

Dr Francesco Perugini Billi
www.dottorperuginibilli.it




Agosto 2009 lio essenziale timo,
NO ai sacchetti di plastica

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La triste storia del sacchetto di plastica...
Condannato ufficialmente a morte per crimine ecologico continuato
ed aggravato. Fissata la data dell'esecuzione: 31 dicembre 2009.
Lui se ne fa un baffo.
>>

18 febbraio 2009
La pubblicità di yogurt, probiotici, bibite, cioccolato usa le parole della medicina, è lecito?

Scritto da
Gabriella Zevi

La salute come bene primario indica al marketing l’uso di una strategia pubblicitaria assolutamente iniqua. Mentre il consumatore può valutare se un detersivo pulisca, o se il sapore di una salsa di pomodoro lo soddisfi sulla base della propria esperienza-competenza, quando la pubblicità utilizza termini tratti dalla medicina per consigliare prodotti, si annulla completamente la capacità critica dell’acquirente che diventa incompetente.
Vuoi essere sano, vuoi vincere la depressione, vuoi abbassare il livello di colesterolo, vuoi avere benefici per il tuo intestino, per il tuo sistema immunitario, allora devi comperare e usare questo prodotto. ....continua

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19 febbraio 2009
Il cioccolato, cibo per gli dei, veleno per noi?

Scritto da
Gabriella Zevi

Coincidenze: Una mattina di fine ottobre del 2008, dopo una notte agitata (e non succedeva da diverso tempo), decisi di eliminare dalla mia alimentazione il cioccolato. Da qualche settimana non avevo più mangiato nonostante ogni giorno mi ammiccasse da cioccolaterie, bar, pasticcerie, cartelloni pubblicitari, erboristerie, articoli di giornali, libri sulle delizie dei dolci al cioccolato dalla lucida copertina marrone.
La sera prima, al supermercato, avevo visto la mia mano allungarsi su di una tavoletta di quelle al 70% di cacao e quel gesto non mi aveva stupito, anzi mi ero detta di meritare un po’ di gratificazione. Avevo sistemato alcune questioni importanti e mi accingevo a raggiungere una cara amica spagnola in Inghilterra per qualche settimana. L’attivismo degli ultimi tempi si stava allentando e forse non volevo abbandonare quello stress vitale oppure l’incognita di una convivenza mai provata mi causava una certa tensione, che quel cacao avrebbe provveduto ad allentare. ....continua




14 gennaio 2009

Alcuni tumori se ne vanno da soli

Scritto da Dr Francesco Perugini Billi

Ricercatori norvegesi che si occupano dell’incidenza del tumore mammario ipotizzano che alcuni tumori scoperti con la mammografia possono scomparire da soli se non trattati.

Il Dr Peter-Henrik Zahl e colleghi hanno preso in esame l’incidenza del tumore in circa 120.000 donne, di età compresa tra i 50 e i 64 anni, che si sono sottoposte ad esami mammografici regolari per 6 anni. Hanno comparato il numero dei tumori scoperti in queste donne con quelli scoperti in un altro gruppo di 110.000 donne della stessa età che si sono invece sottoposte ad una sola mammografia alla fine dei sei anni di studio.

I ricercatori si aspettavano che il numero dei tumori fosse uguale nei due gruppi, ma invece, non senza meraviglia, hanno trovato che il gruppo che si sottoponeva alla mammografia ogni due anni aveva un'incidenza di tumori aggressivi superiore del 22 %. Secondo i ricercatori, i risultati dimostrano che alcuni tumori sono scomparsi da soli.

Gli stessi ricercatori escludono che le più numerose radiografie subite dal gruppo con maggiore incidenza di tumore possano aver influenzato i risultati (1).

I tumori, anche quelli già in stato avanzato, possono regredire spontaneamente e questa non è una novità (2). Inoltre, ho sempre pensato che oggi con le campagne di diagnosi precoce e l’imponente dispiegamento di tecnologia diagnostica si scoprono più frequentemente dei tumori allo stadio embrionale che magari sarebbero guariti da soli, riassorbiti dal sistema immunitario. Questo studio, se verrà confermato, dimostra in modo clamoroso che spesso si interviene in modo automatico e a sproposito su neoformazioni che sarebbero da sole scomparse, cosa migliore sarebbe stata una vigile attesa e un intervento di potenziamento delle possibilità dell’organismo di disfarsi da solo del problema. In questa fase, le medicine non convenzionali potrebbero giocare un ruolo molto importante; non solo aspettare, ma agire con farmaci che hanno la funzione di riequilibrare tutto il sistema e non solo uccidere le cellule cancerose.

Sul fatto poi che le ripetute mammografie non siano state influenti, così come affermato dai ricercatori dello studio, ho dei dubbi, ma non solo io. L’argomento è piuttosto controverso e ad una reale conclusione non si è ancora giunti (3), soprattutto per quanto riguarda l’utilità della mammografia nelle donne sotto i 50 anni di età. In termini di radiazioni, una mammografia corrisponde fino a 1000 radiografie del torace, ma gli esperti ci rassicurano che facendo una valutazione dei costi (effetti delle radiazioni) e benefici (diagnosi precoce di un tumore), i benefici sono maggiori. Qualcuno ha studiato gli effetti delle radiazioni dopo decenni di ripetute mammografie ? Non mi risulta. Diversi ricercatori affermano che dal massiccio uso di radiazioni che oggi si fa in campo diagnostico ci si deve aspettare una certa quota di nuovi tumori tra la popolazione.

Dr Francesco Perugini Billi
www.dottorperuginibilli.it

Bibliografia
1) Study Suggests Some Cancers May Go Away. By GINA KOLATA Published: November 24, 2008 www.nytimes.com
2) Spontaneous Remission Bibliography. www.noetic.org/research/sr/biblio.html
3) Morgan G, Wardy R, Barton M, The Contribution of Cytotoxic Chemotherapy to 5-year Survival in Adult Malignancies Graeme. Clinical Oncology (2004) 16: 549-560

2 dicembre 2008
Il Cioccolato è la vendetta di Montezuma?
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Gabriella Zevi (scrittrice nei sui libri e scritti ha sempre posto in evidenza la relazione tra emozioni, sentimenti e malattia, per dare corpo alla via dell'autoguarigione) mi ha appena mandato questo scritto sul cioccolato, dai contenuti molto interessanti.

"La nostra società sta cambiando. Diminuiscono i consumi di tutti i generi, si parla apertamente di grave crisi dell’economia reale, ma c’è un prodotto che non conosce crisi e anzi il suo consumo sta aumentando: il cioccolato.
Perché?"
...continua

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9 novembre 2008
La natura non predispone le malattie...
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L'esistenza regala meravigliosi incontri :-) Uno di questi è stato con Gabriella Zevi, avvocato fino alla nascita delle figlie, scrittrice nei sui libri e scritti ha sempre posto in evidenza la relazione tra emozioni, sentimenti e malattia, per dare corpo alla via dell'autoguarigione.

Ci ha scritto questa breve presentazione per parlarci dei suoi libri e articoli.

"I libri e gli articoli che ho scritto in questi anni per la salute delle donne (ma non solo), sono il frutto di un lavoro di ricerca di dati scientifici e psicologici. La natura non predispone le malattie, se non in casi rarissimi, né per donne ne per uomini; è la vita che l’essere umano conduce a procurare degenerazioni a cui noi abbiamo dato un nome.

E alla base di tutte le patologie, anche delle più gravi, si trova semplicemente la carenza di ossigeno dovuta principalmente a pessima respirazione. Il corpo che non respira diventa acido e se a questa condizione aggiungiamo ancora cibi acidi (cioè tutti i cibi confezionati e conservati) la conseguenza è una piccola o grande morte di organi e sistemi.
Ma respirare bene non è facile sia per l’inquinamento atmosferico, che per la sedentarietà dello stile di vita, che per problemi psicologici che creano blocchi muscolari. Se non si ha desiderio di correre o ballare o nuotare o cantare o fare l’amore, è perché una tristezza profonda ci chiude in noi stessi e ci isola dal mondo.

Immagino i tifosi di una squadra di calcio che si avviano allo stadio per una partita decisiva. Conoscono tutto della loro squadra: la storia, lo stile, le qualità dei giocatori, così potranno godere a pieno di quello spettacolo.
Noi, nell’attuale era tecnologica, non conosciamo nulla di noi stessi, delle dinamiche del nostro corpo e quelle della nostra psiche; siamo consumatori di analisi mediche e di pillole e sempre più spesso veniamo a sapere che sono dannose (come la mammografia o la terapia sostitutiva ormonale) o che la loro prescrizione è motivata da ragioni puramente economiche.

Recentemente una ricerca italiana condotta dal Prof. Pier Paolo De Feo (Università di Perugia) ha dimostrato che il diabete si cura anche in modo definitivo (e si eliminano i fattori di rischio che portano a ictus e infarto) con esercizio fisico quotidiano e cioè respirando!

Ma per comprendere queste semplici verità, soprattutto per le donne educate per secoli ad essere deboli nel corpo e nello spirito, occorre rivedere credenze, insegnamenti, dogmi, che ci hanno formato umanamente e culturalmente; occorre resettare il nostro cervello.
Ed è qui che il mio lavoro può essere di valido aiuto."


Gabriella Zevi

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28 ottobre 2008

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Durante una presentazione di cosmetici naturali, il relatore Fabrizio Zago (chimico industriale, consulente Ecolabel, quello di biodizionario.it per intenderci) ha presentato una slide che diceva che per realizzare uno spazzolino si produce 1,5 kg di spazzatura, per un cellulare 75 kg e per un computer 1500 kg
di spazzatura. Spaventoso!
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Con i miei saluti più cordiali,
p
Donata cre


17 ottobre 2008
Come riconoscere un prodotto naturale inci,inci name,nomenclatura inci,inci ctfa,inci shampoo,inci creme,extract inci,inci crema
Finalmente l'ho trovato! :-))
Ho trovato un sito che mi aiutasse a capire qualcosa sulle etichette INCI che trovo sui prodotti per lavare e sui cosmetici. Perchè sono stufa di aziende che dicono di fare prodotti naturali e poi usano sostanze derivanti dal petrolio, perchè "infondo" è naturale!
inci,inci name,nomenclatura inci,inci shampoo,inci creme.
Fino ad ora, era una rottura. Scartabellavo tra i vari documenti che avevo, ma non trovavo sempre tutto. E poi vogliamo parlare della comodità di digitare una sostanza, premere invio ed ecco la risposta. Questo è il sito: www.biodizionario.it
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Con i miei saluti più cordiali,
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