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Salute al naturale

Gabriella Zevi

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21 marzo 2011
Alla ricerca del sonno perduto*

Nel XVI secolo, anticipando le leggi della fisica delle particelle, Michel De Montaigne aveva scritto: posso cominciare da quello che mi pare, tanto gli argomenti sono tutti legati.
Io comincio dall’insonnia e vediamo dove mi porta.

Un italiano su tre non dorme, scrive il quotidiano La Repubblica il 16 febbraio 2011. Le conseguenze meno gravi sono ansia, depressione, stanchezza, per arrivare a danni al sistema cardiovascolare, aumento della pressione, alterazioni del metabolismo che fanno ingrassare, propensione al diabete e poi a ulteriori conseguenze delle conseguenze. I consigli dell’esperto sono: non fare tardi, non guardare la tv, evitare cene pesanti, alcolici; no alle fonti luminose e ai rumori. Quasi uno stile di vita preindustriale.

Nemmeno un accenno alla ghiandola pineale, o epifisi, ghiandola endocrina delle dimensioni di una nocciola situata nel cervello tra i due occhi, e all’ormone principale che produce: la melatonina. La melatonina regola il nostro ritmo sonno-veglia.
Sino agli anni ’70 del secolo scorso, i nostri scienziati pensavano che la ghiandola pineale fosse un organo del passato, inutile all’uomo moderno. Ne aveva scritto Cartesio come sede dell’anima e alla scienza l’anima non interessa.
In oriente l’avevano definita da millenni il Terzo occhio e anche questa circostanza aiutava a relegarla nell’ambito della superstizione. E’ vero che negli anni ‘70 i Beatles avevano rivoluzionato la musica per via di una assidua frequentazione dell’India e della sua cultura; ma allora la ricerca, almeno quella ufficiale (quella dei militari americani e sovietici è attiva e produttiva da decenni), non aveva messo in relazione i concetti di creatività, innovazione e Terzo occhio.

Negli anni successivi si venne a sapere che gli studi sulla ghiandola pineale stavano producendo risultati sorprendenti. E’ lei che, proprio come un terzo occhio, nel buio della notte produce melatonina (con picco dalle 2 alle 4) l’ormone che ci induce e mantiene il sonno regolando così il nostro sistema nervoso; è lei che, molto attiva dalla nascita sino all’adolescenza, verso i 12 anni diminuisce la produzione di melatonina e da inizio allo sviluppo sessuale dell’individuo. Infatti la melatonina è antagonista degli ormoni gonadotropi ipofisari con l’effetto che elevati quantitativi di melatonina nell’età pre puberale ne impediscono la maturazione sessuale (il religioso a cui il sesso è proibito potrebbe scegliere di mantenere alti i livelli di melatonina per offrire ai fedeli una risposta più spirituale); è lei che, quando sospende la produzione di melatonina dice al corpo ora puoi invecchiare (e in effetti vi sono persone alle quali è difficile dare un’età; spesso sono meditanti o persone che seguono principi salutisti e pratiche spirituali, e anche persone che inseguono la giovinezza assumendo melatonina in pillole); è lei che coordina, in relazione a stimoli emotivi, la produzione di cellule che compongono il nostro sistema immunitario, i linfociti T (indispensabili per combattere virus, batteri, funghi e per espellere sostanze estranee all’organismo). La pineale, come un direttore di orchestra, regola anche la produzione di citochine in quanto prodotte dalle cellule immunitarie. Le citochine sono messaggeri chimici che vivono pochissimo tempo ma hanno una funzione importantissima. Informano il cervello di infiammazioni in atto e possono indurre le cellule a guarire o a morire. Una carezza sincera produce un messaggio di vita, un gesto violento produce un messaggio di morte e le citochine traducono questi atti in messaggi chimici.

E’ lei che ci fa sognare producendo melatonina e pinolina, che hanno entrambe una natura chimica simile agli allucinogeni. L’importanza del sogno non solo come scarico di emozioni e ricordi del giorno, ma anche come laboratorio creativo, è conosciuta da tempo.
Se dormiamo e siamo sani, senza allergie, funghi e o parassiti, lo dobbiamo al lavoro della pineale; ma la pineale è anche la nostra finestra sul cielo. E anzi alcuni ricercatori ritengono che sia proprio la pinolina a permettere stati di coscienza alterati, come quelli che gli sciamani ottengono con uso di funghi o altre sostanze allucinogene. La pineale sarebbe lo sciamano del cervello, il nostro sesto senso.
E’ la nostra sensibilità visionaria che ci fa apprezzare la musica, l’arte, il romanzo, l’invenzione, la storia, la politica, la filosofia. Ma anche chi intuisce una legge matematica o una tecnologia innovativa si avvale di una visione speciale.

Questo sesto senso ci dà informazioni cui non accederemmo con i 5 sensi; queste informazioni ci offrono un sentire speciale; sarà poi la nostra parte razionale e realistica a tradurre questo sentire in una proposta realizzabile.

I bambini sani creano, inventano, immaginano e spesse volte vedono realtà che noi non vediamo. Invece la precocità sessuale delle bambine, come la noia dei ragazzini che rubano e picchiano, beveno alcol o prendono sostanze pericolose a 10-12 anni, possono dipendere dalla sua chiusura precoce. La luce dei videogiochi e della tv ha agito sul loro terzo occhio? La fantasia nel gioco è finita ma il bisogno naturale di visione li porta all’uso di droghe.

Per gli adulti si possono indicare come responsabili l’eccesso di luce (televisione, computer, luci elettriche sempre accese); lo stress emotivo, sonoro, termico; l’imput consumistico che porta a concentrare tutte le risorse di tempo e denaro per acquisire beni materiali - la cui scelta è ulteriore fonte di stress; la comodità di trovare già tutto fatto, dal cibo agli oggetti così da non saper più creare niente, immaginandolo, con le nostre mani; la qualità del cibo industriale che acidifica il corpo favorendo la proliferazione di funghi e parassiti che aggrediscono il sistema nervoso che compromette l’equilibrio e la salute di tutti gli organi.
La nostra dimensione è materiale; siamo pesanti e attaccati alla terra. Non possiamo vivere senza nutrirci, vestirci e avere denaro per acquistare ciò che ci serve, per fare crescere i figli e curare i malati, per coltivare la terra o produrre oggetti. Ma vi sono esperienze personali, o vicende raccontate in libri di autori importanti e, ultimamente in films di registi apprezzati, che ci fanno intravvedere altre dimensioni.
Le religioni istituzionali hanno creato teologie con lo scopo di tenere i singoli lontani da queste esperienze. I profeti devono essere pochi e controllati. Ma un viaggio a Majugori oggi ci fa capire che gli esseri umani hanno bisogno della loro visione e ne hanno un diritto iscritto nel corpo.

L’articolo di Repubblica, dal quale ha preso avvio questa riflessione, era accompagnato dall’immagine di una giovane donna stanca e irritata. Un messaggio chiaro? L’insonnia, come la Candida il bianco fungo assassino da cui sarebbero abitate soprattutto le donne, è un problema femminile?
Ho riflettuto per anni sulle malattie delle donne..e la spiegazione della loro frequenza e gravità, potrebbe stare proprio in questa piccola ghiandola.
La donna è stata per secoli priva di parola e di visione, se si eccettua quelle di alcune religiose nei secoli del Medio Evo. Eppure la cultura umana nasce con la parola della donna che vede, profetizza, canta. Alcuni studiosi sostengono che Omero sia stato in realtà una poetessa. Purtroppo della greca Saffo, che nel suo tiaso insegnava musica e canto (VII sec a.C.) ci sono rimasti pochi versi.
Poi il buio e il silenzio.
Le matrone romane non potevano bere il vino, pena la morte. I cristiani proibirono alle donne di parlare anche di religione. Le donne del popolo che conservavano una certa libertà di visione furono accusate di stregoneria e bruciate a milioni nei secoli dell’Inquisizione.
Solo nel XX secolo sono stati riconosciuti alle donne diritti civili e politici.
Oggi si sa che gli ormoni della pineale sono presenti nel corpo femminile più naturalmente che in quello maschile.
Le donne sono naturalmente visionarie perché hanno bisogno di immaginare il futuro dei figli. E in questi tempi la politica, l’ambito visionario per eccellenza, è in cerca di donne che portino una visione e una parola nuova e positiva.
Virginia Wolf alle donne che vogliono scrivere romanzi consigliava di bere vino. Lei, come i grandi della letteratura, della musica, delle arti figurative, sono ricordati come i dotati della grande visione.
Dunque va bene bere un calice di vino, ma soprattutto spegnere la televisione spazzatura, riprendere in mano un libro e …cantare nell’anima.

Gabriella Zevi
1 marzo 2011

* riprodotto con l'autorizzazione dell'autrice

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